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ditelo nella luce,
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predicatelo sui tetti.

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Un fiore di loto nel bahr belà mà
È stato presentato sabato 13 settembre nella Biblioteca Comunale “Luciano Scarabelli” di Caltanissetta il libro di Bromelia e Nino Lacagnina “Un fiore di loto nel bahr belà mà” (grande mare senza acqua), pubblicato dalla Betania Editrice di Gela. Le vicende dell’opera, frutto della collaborazione dei due autori, si svolgono in un mondo dove l’uso delle tecnologie consente ai personaggi di potersi conoscere, incontrare, perdersi e ritrovarsi. I personaggi dell’opera sono Alì Jassiri, Tuareg dal nero lithan, conosce Lhiao una figlia del Celeste Impero e viene trafitto dagli strali di Cupido. Lhiao dalla terra dei mandarini finisce in America, mentre Alì torna in Algeria e tutto sembra far appassire la passione. Le distanze saranno annullate da imprevedibili vicende i cui protagonisti si governano di internet e dei blog.
Scrive Luciano Vullo nella prefazione: “In questa prospettiva di desertificazione prospettata dagli autori, dopo aver smarrito l’uomo/donna amato e il tempo, vedo lievitare il loro desiderio di tornare a incontrare questo o quella”. Ma il deserto “ha determinato lo smarrimento, la perdita del senso. Forse nel momento in cui tutto s’incontra con tutto. Il viaggio è all’origine e nel viaggio Alì e Lhiao si smarriscono”. Un libro avvincente, pieno di suspence, che si divora tutto di un fiato. Un libro pieno di emozioni: quelle create dal cuore del poeta, trasformate in versi capaci di produrre sensazioni che sono le “sole esatte interpretazioni di essi”, ricezioni di emozioni, poesie della madre terra “che tutto e tutti/ avvolge/ nella sua/ amorevole coltre”.
Quindi nell’immenso Bhar belà mà - dice Vullo – occorrerà resistere alla nientificazione dell’identità umana. Perché quanto avrà perduto la possibilità di dire l’amore e la libertà, l’uomo con il linguaggio e con la poesia avrà consegnato al deserto anche la sua umanità


 
il 18-01-2011 alle 12:55:47 2020 © Chiese di Sicilia - credits