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Buon pomeriggio! Martedì 24 Novembre Sant'Andrea Dung-Lac
Oltre
Quello che vi dico nelle tenebre
ditelo nella luce,
e quello che ascoltate all'orecchio
predicatelo sui tetti.

(Matteo 10,27)
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Il Messale Gallicano di Messina
    Il Messale Gallicano di Messina. Missale Secundum consuetudinem Gallicorum et Messanensis Ecclesie della Biblioteca Agatina del Seminario di Catania - 1499 – Edizione anastatica. Introduzione e Appendice a cura di Pietro Sorci e Gaetano Zito. Presentazione di Salvatore Gristina Arcivescovo di Catania (MSIL 53). Libreria Editrice Vaticana 2009 (pp. CXII + 694, €. 45,00).

    Come dice il titolo, si tratta della ristampa anastatica di in incunabolo stampato a Venezia nel 1499, custodito nella Biblioteca Agatina del Seminario arcivescovile ed esposto nel Museo di Catania.
    Il libro, di cui si conoscono sette edizioni che vanno dal 1480 al 1568, a testimonianza della sua vasta diffusione nelle chiese dell’Isola, è documento di fondamentale importanza per la storia della liturgia in Sicilia.
    Nell’introduzione Gaetano Zito, alle pp. LXXIX-CVII, traccia la storia dell’incunabolo e del suo arrivo nella Biblioteca catanese e discute criticamente le ipotesi circa il suo compilatore.
    Pietro Sorci, invece, studia il contenuto del volume e, alla luce dei manoscritti conservati nei vari archivi e nelle varie biblioteche dell’Isola e fuori, e ricostruisce la complicata e appassionante storia della liturgia romana in Sicilia, di cui l’incunabolo pubblicato è documento prezioso. Egli ha redatto inoltre gli indici dei testi ecologici, dei canti e delle letture bibliche, che sono stati numerati a margine.
    La liturgia latina, dopo la parentesi saracena che portò alla scomparsa quasi totale del cristianesimo in Sicilia, fu portata dai Normanni. Essi, conquistando la Sicilia subito dopo l’anno 1000, favorirono la tradizione greco-bizantina che aveva nell’Isola solide radici, ma soprattutto impiantarono, insieme a una gerarchia cattolica di origine francese, la liturgia romana come era praticata in Francia dopo la sua adozione al tempo di Carlo Magno e la sua conseguente “gallicanizzazione”, prima della revisione che sarebbe stata compiuta dai libri della Curia Romana nei secoli XII e XIII. I manoscritti e i libri stampati per le Chiese di Sicilia prima del concilio di Trento, e in particolare il volume pubblicato, riflettono appunto questa situazione.
    L’incunabolo contiene letture per tutti i mercoledì e venerdì dell’anno – cosa più unica che rara in quel tempo –, riti e canti peculiari per la settimana santa, preghiere e gesti peculiari nel rito della messa, messe votive tipiche, rituali per la celebrazione del battesimo, della penitenza, dell’unzione degli infermi, del matrimonio e per benedizioni di persone e di cose con elementi originali, testi che tradiscono influssi bizantini, molte sequenze, un calendario e un santorale che risentono notevolmente della tradizione francese di provenienza.
    Il volume è arricchito in appendice dalla riproduzione – oltre che di qualche pagina mancante o illeggibile nell’incunabolo – di una serie di belle e teologicamente assai ricche incisioni tratte dall’edizione del 1510 – di cui si conservano copie nella biblioteca Centrale della Regione Siciliana e nella biblioteca del monastero di San Martino delle Scale – relative ai vari tempi liturgici, alle principali feste e all’incipit delle varie sezioni.
La pubblicazione aggiunge una pagina inedita alla storia della liturgia romana e sollecita ulteriori ricerche e approfondimenti che portino alla luce tesori nascosti negli archivi, nelle biblioteche e nei depositi delle sacrestie e permettano di meglio conoscere la tradizione e la cultura delle Chiese di Sicilia e di fare chiarezza su punti nodali della storia della liturgia romana.

F. P. S



 
il 18-01-2011 alle 12:55:47 2020 © Chiese di Sicilia - credits