Direttore Responsabile P. Paolo Fiasconaro
Buongiorno! Sabato 18 Gennaio Santa Prisca
Oltre
Quello che vi dico nelle tenebre
ditelo nella luce,
e quello che ascoltate all'orecchio
predicatelo sui tetti.

(Matteo 10,27)
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Il coraggio di educare
Premessa

    Questo libro nasce da un’esperienza di collaborazione tra soggetti diversi, a vario titolo impegnati nell’attività educativa. A partire dall’autunno del 2006, per iniziativa del Centro di Pastorale Scolastica della Diocesi di Palermo, essi hanno dato vita a un “Laboratorio pedagogico”. Fin dall’inizio il tema è stato definito nei termini che ora sono il titolo di quest’opera: Il coraggio di educare. All’iniziativa si sono aggregati organismi rappresentativi delle famiglie, associazioni professionali di insegnanti, scuole cattoliche, realtà pastorali.
    Alcune idee di fondo hanno ispirato il “Laboratorio”.
    Innanzi tutto, oggi l’emergenza educativa deve essere percepita e vissuta come un problema degli educatori, prima che dei giovani. E agli adulti si è rivolta l’iniziativa, nell’intento di sensibilizzarli e di far loro prendere coscienza della loro responsabilità, ma anche di offrire loro degli elementi di riflessione.
    In secondo luogo, l’emergenza educativa può essere affrontata adeguatamente solo cooperando, ognuno dalla propria angolazione e con le proprie risorse specifiche: Famiglia, Scuola, Chiesa hanno tutte qualcosa da dare alle nuove generazioni.
    La terza idea di fondo - da cui il nome di “laboratorio” - è che l’emergenza educativa rappresenta soprattutto una sfida alla nostra creatività e alla nostra capacità innovativa. Essa non può essere affrontata, dunque, ricorrendo a formule e schemi forse validi fino a ieri, ma oggi largamente usurati. Bisogna saper ripensare i problemi alla luce di una situazione storica profondamente mutata anche rispetto a un recente passato. Questo significa anche che nessuno può pretendere di fornire strategie sicuramente vincenti o ricette dall’efficacia immediata o quell’unica “trovata” che permetta di capire cosa sta succedendo ai nostri adolescenti. Il senso di un “laboratorio” consiste proprio in un monitoraggio e in una riflessione continua sul tema. Il punto di partenza e il clima di qualunque intervento non può essere altro che l’ascolto e il dialogo, non solo nei confronti degli educandi (“non sappiamo ascoltarli” è ormai diventata una constatazione condivisa) ma anche tra tutti coloro che sono impegnati, in quanto educatori, in una relazione educativa.
    L’ultima riflessione suggerisce anche l’idea che l’impegno educativo oggi richiede uno sforzo per individuare ciò che è veramente essenziale e per distinguerlo da ciò che non lo è. In questa direzione la nostra proposta non vuole iscriversi nell’elenco già lungo di analisi sociologiche o di vaghe strategie terapeutiche. meno che mai ambisce ad essere una ricetta particolareggiata. Essa intende offrire alla riflessione alcune idee orientative di fondo, che non hanno la pretesa di essere “neutrali”, perché sottendono, a loro volta, una ben definita visione della persona, ispirata al vangelo di Gesù Cristo. Nella convinzione che –in quanto narra l’esperienza di “una vita ben vissuta” - tale visione può costituire un valido punto di riferimento al di là di ogni contrapposizione confessionale.
    Nato da un’esperienza, questo libro non si colloca nell’ambito delle pubblicazioni accademiche. La speranza degli autori è che esso possa essere uno stimolo e una risorsa per dar ita, in vari ambiti e a vari livelli, a iniziative analoghe a quella che lo ha generato.


 
il 18-01-2011 alle 12:55:47 2020 © Chiese di Sicilia - credits