Direttore Responsabile P. Paolo Fiasconaro
Buona sera! Lunedì 03 Agosto Santa Lidia
Oltre
Quello che vi dico nelle tenebre
ditelo nella luce,
e quello che ascoltate all'orecchio
predicatelo sui tetti.

(Matteo 10,27)
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Liturgia della Settimana
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Nel silenzio... la memoria
Introduzione

    Don Giovanni Speciale è stato uno dei sacerdoti diocesani che, incontrato il Padre don Divo mentre era Rettore del Seminario di Caltanissetta, seppe fare una felice sintesi tra la propria vita di prete diocesano e la proposta totalizzante della Comunità - cosa non facile, in verità. Quando conobbe il Padre, don Giovanni aveva meno di cinquant'anni: aveva molti impegni in Diocesi, e molte cose di cui occuparsi, ma anche piena maturità e freschezza: gli piacquero immediatamente la Comunità e il Padre, nel quale ritrovava le cose che anch'egli possedeva: cultura, amore alla Bellezza, spirito di preghiera. Aderì immediatamente, e si consacrò senza esitazioni, intuendo che avrebbe trovato nella Comunità quella sintesi, quell'equilibrio, quella visione di vita interiore che evidentemente cercava da tempo.
    Parlò di questa scoperta a giovani sacerdoti amici, e subito dopo la consacrazione invitò il Padre a Caltanissetta per farlo conoscere ad altri sacerdoti. II Padre andò, e altri sacerdoti entrarono in aspirantato: tra questi anche il giovane don Cataldo Naro, che sarebbe diventato poi Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, poi Arcivescovo di Monreale.
    Proprio in quegli anni don Giovanni cominciò a pensare che forse la sua vita poteva addirittura essere con il Padre a Casa San Sergio a Firenze. Egli aveva un incarico di responsabilità e prestigio in Diocesi: era Rettore del Seminario, ed era inserito in tante altre attività diocesane... Ma il pensiero di Casa San Sergio e della vita del IV ramo cominciò a diventare un tarlo per lui. II Padre avrebbe desiderato il suo arrivo, ma trattandosi di un sacerdote diocesano, occorreva naturalmente il pieno consenso del Vescovo: avrebbe egli lasciato partire il suo Rettore?
    Conserviamo a Casa San Sergio alcune lettere, risalenti a quegli anni, in cui don Giovanni Speciale manifesta a don Divo tutto il suo combattimento interiore: vuole venire, non vuole, dubita, chiede al Padre preghiere... Quello che avvenne, alla fine, lo sappiamo: don Giovanni restò in Diocesi a Caltanissetta. Evidentemente il suo posto era lì, insieme al suo Vescovo e con la sua gente, anche se in seguito, di tanto in tanto, parlava con un certo rimpianto di questa scelta.
    Iniziò allora da quel momento un periodo di stretta collaborazione con il Padre sul campo della predicazione di esercizi spirituali e ritiri in Comunità. In quegli anni non c'erano i sacerdoti della vita comune, come oggi: il Padre si trovava solo a dover visitare le Famiglie e a tenere i corsi di esercizi spirituali estivi, tant'è vero che in quegli anni c'era un solo corso di esercizi spirituali durante l'anno. Ebbene, don Giovanni si mise di grande impegno a predicare in varie parti di Italia, e in Sicilia a tenere giornate di ritiro per la “Comunità dei figli di Dio”. Divenne anche consigliere e direttore spirituale di diversi consacrati della Sicilia Centrale. Tanti di noi hanno conosciuto don Speciale proprio in questa veste di predicatore di esercizi spirituali, e tutti possono testimoniare l'aderenza del suo pensiero a quello del Padre Fondatore, la linea di assoluta fedeltà alla Comunità. Don Divo non si fidava molto di altri sacerdoti che venissero a predicare in Comunità… sapeva che ognuno ha il proprio taglio, che può portare fuori anche senza cattiva volontà; ma di don Giovanni si fidava ciecamente, sapendo che il cuore di don Speciale era davvero tutto nella Comunità. Di lui si poteva fidare, e non sbagliava.
    L'ultima volta che ho visto don Giovanni Speciale fu nello scorso maggio, quando mi trovavo ad Alcamo, vicino a Trapani, per la visita alla Comunità locale. Mi avevano già avvisato che don Giovanni stava male e che stava peggiorando, e sentii il bisogno di andare a trovarlo non soltanto come singola persona, ma per ringraziarlo a nome di tutta la Comunità per il bene da lui profuso così gratuitamente e generosamente per tanti anni. Appena mi vide, si commosse. Mi disse ancora una volta tutto il suo affetto per la Comunità, per il Padre don Divo e, intuendo che quello sarebbe stato il nostro ultimo incontro, volle quasi ripetere la sua consacrazione con me, come a confermare definitivamente e per sempre la sua appartenenza a questa Famiglia e il suo amore per la Comunità.
    I tre aspetti di don Giovanni Speciale come precursore della comunità sacerdotale e redattore di uno statuto per i sacerdoti; grande collaboratore del Padre negli anni in cui non vi erano sacerdoti, fino a pensare di andare a vivere con lui a Casa San Sergio; predicatore instancabile per tanti anni di corsi di esercizi spirituali e ritiri in Comunità, sono caratteristiche che fanno di don Giovanni Speciale una figura indimenticabile per la nostra storia e la nostra vita di Comunità.
    Voglio concludere questo mio ricordo con un'immagine di don Giovanni Speciale, che mi rimarrà impressa per sempre. Eravamo a Milano al convegno organizzato dal Centro San Fedele, nell'inverno di due anni fa; tre relatori: don Speciale, che doveva parlare del pensiero di don Divo Barsotti nella teologia del '900; padre Castelli, gesuita, cui era stato affidato il tema del rapporto del Padre con la letteratura; e il sottoscritto che aveva come tema la spiritualità di don Divo Barsotti.
    Don Speciale parlò per secondo, dopo di me. Mentre io avevo davanti a me qualche foglio con alcuni pensieri scritti, che mi servivano come traccia, don Giovanni invece parlò a memoria... Fin qui, niente di particolare; quello che invece mi sorprese, quasi da non voler credere, fu che egli citava a memoria e in maniera perfetta dei lunghi passi degli scritti del Padre: brani tratti dai diari, lunghe frasi... tutto a memoria! Io stesso se devo citare il Padre scrivo la frase e la leggo, ma don Speciale no: tutto a mente. Aveva tutto dentro, il pensiero del Padre che voleva citare era stampato dentro: egli non doveva fare altro che leggerlo nel cuore e ripeterlo con le labbra. Stupefacente!
    Tale era la conoscenza e l'amore che don Giovanni Speciale aveva per don Divo Barsotti e per la Comunità. Questo dobbiamo imparare da lui, perché questa è l'eredità più grande che ci lascia.
p. Serafino Tognetti
Ennio Tesei
Scultore - Roma

Mi è stata chiesta una testimonianza in ricordo di Mons. Giovanni Speciale. A mia scelta. Un disegno, due righe di commemorazione, un componimento poetico, una scultura, qualsiasi cosa per onorarlo e tramandarne la memoria. Mons Speciale, anzi Padre Speciale, o meglio Giovanni era un grandissimo amico, più che un amico, per me un fratello ed allora ho accettato subito. Non potevo negarmi in una circostanza come questa. Ho detto sì. Ed adesso sono qui, con un foglio bianco sullo schermo del computer, davanti ad un compito più grande di me.
Cosa si può dire di Padre Speciale più di quello che lui stesso ha detto? E' possibile celebrarlo con uno scritto che maggiormente lo celebri più del tanto che di scritto, lui ha lasciato? O fare qualcosa che sia più significativo di tutto quello che nel corso della sua vita, troppo breve purtroppo, egli stesso ha fatto?
Come si può, con un'opera qualsiasi, attirare su di lui l'attenzione di chi, avendolo conosciuto, non sia rimasto affascinato dalla sua personalità?
E, nello stesso tempo, come è possibile trovare credito con le nostre povere parole o con le nostre opere, presso chi, pur avendolo frequentato, si sia limitato ad una osservazione superficiale, senza volerlo conoscere veramente, senza penetrarne i pensieri ed avvertirne la sua potenza interiore? Io l'ho conosciuto padre Speciale, ne sono stato amico. Ho raccolto le sue confidenze e lui ha raccolto le mie. Abbiamo fatto molte cose insieme, percorso fianco a fianco diverse avventure artistiche. Abbiamo condiviso gioie e delusioni. Posso affermare, malgrado i quasi mille chilometri che fisicamente ci dividevano, di averne condiviso la vita. Fino al punto che un giorno lui mi disse di considerarmi "fratello suo". La cosa mi commosse perché era un sentimento che condividevo, anche se il rispetto che provavo nei suoi riguardi non mi avrebbe mai permesso di dichiararlo per primo, ed in secondo luogo perché conoscevo l'intensità dell'affetto che lo legava a quel suo fratello, quello sì vero, ed alla sua famiglia.
Bisognava conoscerlo Padre Speciale. L'aspetto era modesto, il comportamento introverso, quasi schivo. Non era un uomo grande ma era

un indiscutibilmente un grande uomo. Un grande uomo con dei grandissimi sogni alla realizzazione dei quali ha dedicato tutta la vita e tutte le sue forze. Anche quelle che non aveva ché la sua salute è sempre stata precaria. Tre erano le cose che veramente amava: il Sacerdozio, l'Arte ed i suoi giovani. Ed infatti i giovani del suo Seminario sono stati cresciuti nel segno dell'arte. Nell'amore di Dio e dell'Arte; due Entità che nel pensiero di padre Giovanni avevano parecchi confini in comune. Che essendo due Realtà Astratte senza confini avrebbero colmato la sua vita in modo totale.
Padre Speciale era uomo di statura fisica modesta, ma di statura morale ed intellettuale enorme. Era un vulcano di idee. Come presidente della Commissione d'Arte Sacra Diocesana era, per statuto, interessato a tutte le chiese della diocesi. Quelle vecchie e quelle nuove, quelle più ricche e quelle più semplici, spoglie; ma in tutte voleva che l'Arte fosse presente. Aborriva la pseudo arte venduta a metraggio nei cosiddetti negozi di arte sacra. Era amico degli artisti e per ogni circostanza aveva l'artista adatto alla bisogna. Era un vulcano di progetti. Che poi ci fossero o no le disponibilità finanziarie aveva poca importanza. Era tanto l'ardore e l'entusiasmo che poneva nell'illustrazione di un progetto, che a Padre Speciale non si poteva dire "No"
Si innamorava di una idea e riusciva a trasmettere l'innamoramento all'artista prescelto, tanto che alla fine anche il fatto economico non aveva più importanza. E spesso non era neanche importante che l'impresa andasse in porto per mancanza di fondi o per la riluttanza del parroco interessato. Non aveva importanza per l'artista, ma non per Padre Speciale. Per lui era una sconfitta, un dispiacere che tornava a tormentarlo ogni volta che la lingua batteva, per un qualsiasi motivo, sull'oggetto in causa.
Io ho realizzato tante opere tra sculture, portoni, vetrate e adattamenti liturgici su iniziativa di Padre Giovanni; nelle chiese della diocesi e non. E tantissimi sono i progetti abortiti per ragioni varie, ma nessuno perché non avesse soddisfatto padre Speciale.
Mentre scrivo mi viene un'idea che meglio di altre potrebbe valere come testimonianza della vita di Mons. Speciale. Della sua ecletticità e del suo modo di essere.
Chi era padre Speciale, il suo valore come teologo, come critico e come saggista, gia impresso in modo indelebile nella mente di chi ha avuto la grazia di conoscerlo, rimane testimoniato da tutto quello che ha scritto e pubblicato.
Di quale levatura sia stato il suo Ministero Sacerdotale, è ben presente nella mente dei suoi ragazzi del Seminario Vescovile di Caltanissetta, di quelli che si sono consacrati a Dio, come di quelli che alla fine hanno scelto un percorso laico e sono divenuti buoni sposi ed ottimi padri, perché in ogni caso la mano formante aveva una impronta unica: la sua.
La sua attività di Presidente della Commissione d'Arte Sacra Diocesana è presente in tutte le Chiese della diocesi, arricchite dalle tantissime opere d'arte realizzate per sua iniziativa e sotto la sua guida magistrale e può essere testimoniata da tutti gli artisti e da tutti i sacerdoti che sono venuti a contatto a mezzo di lui e che hanno goduto, gli uni e gli altri, della sua guida, magistrale ed affettuosa, nelle scelta e nella realizzazione delle opere.
E dell'indiscusso valore di Mons. Giovanni Speciale come Operatore Organizzatore e Cultore delle Arti ne è testimonianza, e lo sarà per sempre, il bellissimo Museo Diocesano di Arte Sacra di Caltanissetta, la creatura alla cui realizzazione ed organizzazione ha dedicato almeno gli ultimi 30/35 anni della sua vita.
Sembra che non ci sia più nulla da testimoniare. Di attività e di cose fatte ce ne sono anche troppe per una unica vita.
Eppure non basta! Oltre alle cose realizzate ed alle attività svolte ci sono pure le sue delusioni! Alle quali ha dedicato lo stesso tempo e lo stesso amore speso per quelle che hanno invece trovato realizzazione. Tutte le cose pensate, immaginate e studiate e che poi, per varie cause, sono abortite prima di vedere la luce. A questi progetti, a queste opere padre Speciale si è dedicato con lo stesso amore, lo stesso fervore e la medesima abnegazione di sempre. Di questi fatti possiamo rendere testimonianza io e tutti gli altri artisti che da lui sono stati chiamati. Artisti che con lui hanno vissuto il germogliare dell'idea, il travaglio dello studio e della ricerca delle soluzioni più idonee, fino al trionfo della forma trovata, dei nodi risolti. Ed infine il dolore della perdita, la delusione dell'affossamento del sogno!
Un percorso ogni volta identico e comune fino all'ultimo stadio, per l'artista e per Padre Speciale. Ma mentre per Padre Speciale la perdita era totale, per l'artista era rimasta sempre e comunque l'ebbrezza della ricerca portata a compimento, delle soluzioni in fine trovate e del contatto spirituale con Giovanni. Che in ogni caso aveva travasato in noi parte del suo sapere, nei temi della Teologia, della Liturgia e della storia e della evoluzione delle Arti. Perché sempre padre Speciale nel presentare un suo progetto lo condiva con la sua visione dell'opera che sarebbe dovuta nascere, dei messaggi che pensava dovesse trasmettere, dei testi che sarebbe stato bene consultare. Personalmente a volte i suggerimenti sembravano eccessivi e le soluzioni suggerite troppo distanti dai miei gusti artistici. Spesso la mia ricerca seguiva strade diverse da quelle suggerite e quasi sempre il risultato era molto diverso da quello da lui immaginato. Sicuramente Padre Speciale questo lo aveva saputo fin dall'inizio, ma con i suoi suggerimenti mi aveva, sempre e comunque, indicato un percorso in un paesaggio spesso sconosciuto. Ed indipendentemente dal fatto che poi l'opera fosse o meno realizzata, il suo seminato aveva lasciato comunque un germoglio nuovo nel campo delle mie conoscenze.
Ecco, per trasmettere appieno l'opera di Padre Speciale, penso sarebbe opportuno far conoscere anche i risultati di questa sua attività inespressa.
Io da parte mia posso mettere a disposizione, perché ne diano testimonianza, un certo numero di questi progetti falliti. Sono stati tutti studiati su iniziativa di padre Speciale per alcune chiese della diocesi di Caltanissetta: quali non ritengo opportuno specificarlo. Alcuni di questi studi hanno comunque poi visto la luce sotto altri cieli. A tutti è stato dedicato tanto tempo, tanto amore, innumerevoli telefonate e lunghissimi ragionamenti. Come e nella stessa misura di quelle dedicate ad opere poi realizzate. Conversazioni, ragionamenti e telefonate che da alcuni giorni mi mancano e tale mancanza mi accompagnerà per sempre. Insieme al rimpianto di un Fratello che mi ha lasciato. Che ha preferito avviarsi prima di me.


 
il 18-01-2011 alle 12:55:47 2020 © Chiese di Sicilia - credits