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XX GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ
COLONIA 11 – 21 AGOSTO 2005

“ Siamo venuti per adorarlo “ (Mt. 2,2)

Delegazione internazionale dei giovani delle Pontificie Opere Missionarie.

    Il cammino percorso.

    In seguito alle decisioni prese nell’assemblea dei direttori delle Pontificie Opere Missionarie, nel maggio 2004, in merito alla partecipazione di una delegazione internazionale di giovani delle Pontificie Opere Missionarie, nell’ottobre 2004 si è riunita a Parigi, presso la sede dell’OPM francese, una piccola equipe per confrontarsi e prendere decisioni sulle modalità di partecipazione e sugli aspetti organizzativi della GMG. All’incontro, guidato dal direttore nazionale dell’OPM francese, padre Jean Marie Aubert, e dall’assistente nazionale del Movimento Giovanile Missionario delle PPOOMM dell’Italia, monsignor Giuseppe Pellegrini, hanno partecipato inoltre Axelle Latourrette (incaricata dell’infanzia missionaria e del settore giovani dell’OPM francese), Padre Michel Besse (responsabile del Teatro Missionario), Giorgio Minella (incaricato per la partecipazione dei giovani delle PPOOMM alla GMG 2005).
    Durante questo incontro sono state stabilite le scadenze da rispettare, gli obiettivi da raggiungere, le responsabilità e i rapporti di collaborazione tra le Direzioni Nazionali delle PPOOMM Europee. Inoltre è stata redatta una lettera di presentazione del progetto e di indicazioni per aderirvi, che è stata inviata ai direttori nazionali delle PPOOMM nel novembre 2004 dal Segretariato Internazionale dell’ OPF.
    È stato costituito un Segretariato europeo dei giovani delle PPOOMM per la GMG 2005 del quale fanno parte Giorgio Minella (Italia), Axelle Latourrette (Francia), Gaby Rasche (Germania), Mariette Gries (Lussemburgo), Padre Juan Martinez Saez (Spagna), Monika Chmelova (Inghilterra). Il responsabile del Segretariato europeo è Giorgio Minella (Italia), Padre Juan Martinez Saez (Spagna) è l’assistente spirituale.
    Il compito del Segretariato è quello di organizzare la partecipazione dei giovani delle PPOOMM del mondo alla GMG di Colonia occupandosi sia degli aspetti direttamente collegati alla presenza in Germania dall’11 al 21 agosto 2005 (visti, alloggi, iscrizioni, gemellaggio con una Diocesi tedesca); sia degli aspetti collegati ad una serie di attività di preghiera ed animazione missionaria che saranno realizzate dai giovani della delegazione, inserite nel programma ufficiale della GMG 2005 (Jugendfest).
    A partire da dicembre 2004 le varie direzioni nazionali hanno inviato al Segretariato l’adesione al progetto e la richiesta di un contributo economico (limitato alle direzioni nazionali dei Paesi economicamente in difficoltà).
    Nel febbraio 2005 il Segretariato si è riunito ad Aachen (Germania) presso la sede delle PPOOMM; durante questo incontro sono stati definiti gli aspetti logistici per i giorni dal 15 al 21 agosto 2005; gli Scout tedeschi hanno rivolto l’invito alla delegazione dei giovani delle PPOOMM per essere ospitati presso il loro Campo Tenda che sarà allestito nella città di Düsseldorf. Il Campo Tenda degli Scout ospiterà circa 7500 giovani ed avrà un carattere internazionale di confronto tra i giovani delle diverse culture; in un contesto come questo la delegazione di giovani delle PPOOMM rappresenterà un valido modello di comunione cristiana che supera le differenze linguistiche e culturali trovando unione nel testimoniare Cristo ai giovani del mondo.
    Nell’ aprile 2005, a Parigi, il Segretariato ha definito gli ultimi aspetti logistici del progetto, rivolgendo particolare attenzione alle attività di preghiera e di animazione missionaria. Sono stati stabiliti gli orari e i giorni nei quali svolgere le attività, seguendo le indicazioni ricevuto dal comitato centrale della GMG di Colonia.

    ∼ Alcune osservazioni.
    Le diverse modalità nelle quali si esterna la pastorale giovanile missionaria nei cinque continenti, hanno rappresentato una ricchezza consentendo una piena condivisione tra i responsabili dell’animazione missionaria giovanile dei cinque continenti. L’esperienza vissuta insieme ha facilitato il confronto tra i diversi modi di concepire e di vivere lo spirito missionario delle Pontificie Opere Missionarie.
    L’inserimento della delegazione all’interno della GMG ha comportato alcune difficoltà organizzative riscontrate da tutti i partecipanti e anche dal nostro gruppo, non permettendo sempre la realizzazione del programma.
    In particolare le difficoltà incontrate hanno interessato l’alloggio nel campo scout (viste soprattutto le cattive condizioni atmosferiche) e i trasporti, non sempre ben organizzati per coprire la distanza tra il luogo dell’alloggio e la città di Colonia.
    Inoltre, vivere in pienezza la GMG non ha sempre favorito la relazione e l’incontro tra le persone del gruppo. Erano così tanti gli eventi e gli incontri programmati per la GMG che è rimasto ben poco tempo a disposizione per il gruppo.
    Anche i giorni precedenti la GMG, vissuti nella Diocesi di Limburg per il gemellaggio, pur essendo stati un tempo ricco di attività con i giovani della Diocesi stessa, non hanno permesso che il gruppo stesso potesse avere uno o più momenti per fare comunione ed incontrarsi.

1. Una prima considerazione riguarda lo spazio ed il tempo di lavoro, risulta evidente infatti la difficoltà di riunire un gruppo di lavoro europeo nel quale i componenti hanno anche altre mansioni all’interno delle Pontificie Opere Missionarie; gli strumenti informatici hanno facilitato molto le comunicazioni ma non sostituiscono un incontro personale. Anche se la buona volontà dei componenti e l’importanza del progetto al quale si lavorava hanno permesso di compiere anche degli sforzi per dare concretezza alla delegazione, non è ipotizzabile creare un coordinamento internazionale di giovani delle Pontificie Opere Missionarie senza prevedere un organo, anche di carattere internazionale, che si occupi a tempo pieno di questo settore.

2. La differenza nella pastorale giovanile missionaria dei vari Stati coinvolti mi spinge a suggerire un’attenzione maggiore per valorizzare queste diversità. Volendo organizzare un attività dal respiro internazionale è indispensabile conoscere i vari modi di intendere la pastorale missionaria nel mondo, evitando così un’impostazione internazionale nella forma ma non nei contenuti. Per fare comunione è necessaria, nei componenti dell’organismo organizzatore, una consapevolezza delle diversità con le quali ci si confronterà.

3. Sarebbe auspicabile prevedere l’organizzazione periodica di incontri giovanili missionari di respiro continentale; in questo modo l’organizzazione internazionale avrebbe la possibilità di confrontarsi, gradualmente e settorialmente, con le diverse metodologie pastorali dei cinque continenti, curando le finalità di questi incontri.
Non sarebbe però produttivo lasciare cadere l’esperienza fatta a Colonia durante la Giornata Mondiale della Gioventù 2005. Un incontro internazionale, tra i responsabili nazionali della pastorale missionaria giovanile delle Pontificie Opere Missionarie, arricchirebbe le Direzioni Nazionali dei contributi e delle esperienze missionarie degli altri continenti.
    L’opportunità di inserire tale esperienza all’interno di un evento come la Giornata Mondiale della Gioventù è unica; consente di unire il confronto e la conoscenza reciproca alla testimonianza missionaria donata agli altri giovani. La dimensione missionaria vissuta dalle Pontificie Opere Missionarie è, proprio per la sua peculiare universalità, la più adatta ad incontri internazionali come le Giornate Mondiali della Gioventù, anche se non nascondo il pericolo di non avere spazi sufficienti per l’organismo a causa del tempo interamente impegnato dal programma generale.
    Le difficoltà incontrate durante la permanenza in Germania, legate soprattutto alla logistica, sono state un valido insegnamento per il futuro. L’organizzazione di una partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù, come delegazione delle PPOOMM, non può e non potrà ignorare le numerose variabili esterne. Mi riferisco alle problematiche legate alla organizzazione della Giornata Mondiale della Gioventù; la delegazione è stata inserita all’interno di un evento internazionale pensato e preparato da un comitato organizzativo diverso da quello delle Pontificie Opere Missionarie.
    Nonostante una stretta collaborazione con il comitato tedesco, infatti, non è stato possibile evitare i problemi legati ai trasporti ed alle distanze tra i diversi luoghi d’incontro; sarà quindi indispensabile considerare in futuro, durante la preparazione, la presenza di possibili inconvenienti e contrattempi che potrebbero anche comportare il cambiamento del programma della delegazione.

4. È fondamentale però una più chiara definizione dei ruoli e delle responsabilità all’interno del coordinamento internazionale, in questo modo potrebbe essere più semplice confrontarsi e rispondere nel migliore dei modi ai contrattempi.

    ∼ Conclusioni.

A conclusione di quanto scritto desidero lasciare alcuni interrogativi che potranno essere utili per una riflessione sul le possibili evoluzioni di questa esperienza.
a. Sarà opportuno creare un coordinamento internazionale centrale che metta in rete i vari responsabili nazionali dei giovani impegnati nelle Pontificie Opere Missionarie e che curi anche la preparazione di eventuali incontri tra i responsabili?

b. La preparazione di incontri continentali tra i giovani delle Pontificie Opere Missionarie, coordinati da un segretariato internazionale, può essere un valido strumento per la conoscenza e la pianificazione della pastorale missionaria giovanile continentale?

c. La partecipazione di una delegazione delle PPOOMM alla GMG può essere uno strumento di Evangelizzazione e di diffusione dello Spirito Missionario della Chiesa ai giovani?


L’incaricato per il coordinamento
Giorgio Minella                


 
il 18-01-2011 alle 12:55:47 2021 © Chiese di Sicilia - credits