Direttore Responsabile P. Paolo Fiasconaro
Buona sera! Lunedì 03 Agosto Santa Lidia
Oltre
Quello che vi dico nelle tenebre
ditelo nella luce,
e quello che ascoltate all'orecchio
predicatelo sui tetti.

(Matteo 10,27)
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Centro Regionale Giovanni Paolo II - Formazione degli esorcisti
INTRODUZIONE AL PROGETTO FORMATIVO
ESORCISTI DI SICILIA


Fra Benigno

    Con lettera del 31 Gennaio 2005 ho appreso che la Conferenza Episcopale Siciliana, nella sessione autunnale del 21 - 23 Ottobre 2004, mi ha voluto affidare l’incarico di organizzare e coordinare incontri di formazione con gli esorcisti attualmente incaricati nelle singole diocesi e con eventuali presbiteri che, segnalati dai rispettivi Vescovi, si preparano a svolgere questo servizio.

    Questo è il primo di una serie di incontri che realizzeremo, incontri che mi sembra abbiano un significato diverso da quelli previsti dai nostri Vescovi italiani nel n. 14 della Presentazione del Rito degli esorcismi in italiano, che così recita: «È conveniente che gli esorcisti della stessa diocesi si incontrino qualche volta tra loro e con il Vescovo, per condividere le loro esperienze e riflettere insieme. Sembra opportuno che incontri analoghi si svolgano a volte anche a livello interdiocesano e nazionale».
    Questi incontri, previsti da questo n. 14 della Presentazione del Rito degli esorcismi, come si può vedere, hanno un carattere si direbbe privato e sono previsti dalla CEI come momento di condivisione delle proprie esperienze esorcistiche e di riflessione.

    Qui invece, nel nostro caso, gli incontri hanno soprattutto la funzione di una formazione permanente degli esorcisti ed hanno un carattere ecclesiale: ecclesiale, perché voluti dalla Conferenza Episcopale Siciliana e condotti a nome della medesima. Carattere ecclesiale, messo in evidenza anche dal fatto che la stessa Conferenza Regionale ha voluto che a questi incontri formativi fossero presenti il Delegato per la Liturgia, sua Ecc.za Mons. Salvatore Pappalardo Vescovo di Nicosia, e il Delegato per la catechesi, sua Ecc.za Mons. Pennisi Vescovo di Piazza Armerina.

    Ritengo, pertanto, molto importante quanto è avvenuto nella nostra Sicilia, anche perché tale iniziativa avrà certamente dei risvolti positivi per noi esorcisti.

    Tutti sappiamo come in passato gli esorcisti, una volta nominati, venivano lasciati a sé. Dovevano formarsi da soli, da autodidatti, cominciando sempre da capo, senza potere usufruire dell’esperienza degli esorcisti delle generazioni precedenti, mancando quei canali attraverso i quali tale esperienza poteva essere trasmessa.

    In tale contesto era facile cadere in errori di diverso genere, a volte, diciamolo pure, anche grossolani, così come sarebbe facile cadervi per un qualsiasi medico-chirurgo che, invece di andare all’università, fosse costretto a formarsi da solo, senza la possibilità di usufruire della scienza medica, frutto delle ricerche, delle conquiste e dell’esperienza dei secoli passati.

    Oggi c’è da gioire perché la Conferenza Episcopale Siciliana si è fatta carico della formazione degli esorcisti, caso forse unico in Italia, che pone la nostra Regione in una posizione di avanguardia in questo campo, posizione che sarà certamente di stimolo alle altre Conferenze Episcopali Regionali d’Italia.
    Sarà questa formazione che ci farà evitare eventuali errori, ma soprattutto ci aiuterà ad adempiere con competenza il nostro servizio di esorcisti, e tutto ciò ci farà guadagnare maggiormente la fiducia dei nostri Vescovi.

    In questo nostro primo incontro formativo ho invitato don Gabriele Nanni, il quale ci terrà tre relazioni riguardanti l’esorcismo, il ministro degli esorcismi e i destinatari dell’esorcismo.

    Ho invitato lui per la sua competenza, essendo esorcista e Dottore in Diritto canonico, oltre che laureato in Filosofia, ed avendo fatto la tesi di laurea per il dottorato sulle fonti canoniste che regolano l’esorcismo. Ha anche pubblicato un libro, che ho trovato molto interessante, dal titolo: «Il dito di Dio ed il potere di Satana. L’esorcismo», edito l’anno scorso dalla libreria editrice Vaticana.
    Ho invitato lui anche perché fui colpito da una sua relazione al Convegno Internazionale degli Esorcisti, tenuto l’anno scorso a Collevalenza dal 12 al 16 Luglio.
Queste sue tre relazioni, oltre che arricchirci, ci saranno anche di aiuto perché seguiamo un indirizzo unico nell’espletamento del nostro ministero di liberazione.

    Penso, tuttavia, che il primo passo per quest’unità d’indirizzo, che considero fondamentale, sia quello di conoscere bene i Praenotanda del Rito degli esorcismi e di condurre gli esorcismi nella fedeltà alle indicazioni ivi contenute.

    Non dovremo mai dimenticare che l’esorcismo, che mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza diabolica mediante l’autorità spirituale che Cristo Gesù ha affidato alla Chiesa, non è una preghiera privata. È, invece, come si esprimono i Praenotanda al n. 11, «una preghiera del genere dei sacramentali, ossia segno sacro per mezzo del quale sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali»: nel nostro caso la scacciata dei demoni o la liberazione dall’influenza diabolica.

    Si tratta, quindi, di una preghiera pubblica della Chiesa. Pertanto noi esorcisti agiamo, negli esorcismi, a nome della Chiesa e, conseguentemente, siamo tenuti ad attenerci al rito, così come è stato disposto dalla Chiesa, e al modo secondo il quale la Chiesa vuole che gli esorcismi siano fatti.

    A questo proposito i Praenotanda ci esortano a compiere il rito degli esorcismi, cito testualmente, «in modo che esso manifesti la fede della Chiesa ed impedisca di essere interpretato come un atto di magia o di superstizione» (n. 19).
È facile per noi esorcisti, senza nemmeno accorgercene, cadere in atteggiamenti che sanno di magico o di superstizioso, come quando per esempio poniamo gesti, non previsti dal rito, pensando che essi, per il fatto stesso che li poniamo, portino alla liberazione.
    La liberazione non è frutto di una tecnica e, quindi, non può dipendere da essa. La liberazione è, invece, opera di Cristo oggi, e la Chiesa la può ottenere solamente con la fede, la preghiera ed il digiuno, come risulta dalle indicazioni date da Gesù stesso (Mt 17,20; Mc 9,29; Mt 17,21) e ribadite dalla Chiesa al n. 31 dei Praenotanda.

    Termino qui, auspicando una partecipazione attiva ai lavori, che porti ciascuno di noi ad un arricchimento spirituale e pastorale che qualifichi sempre più la nostra attività di esorcisti, ma anche ringraziando di cuore il Cardinale Salvatore De Giorgi, cui si deve il traguardo del quale oggi noi gioiamo, traguardo raggiunto grazie alla sua sensibilità verso coloro che, tormentati dal Maligno, sono tra i poveri i più poveri, e grazie anche alla sua sensibilizzazione partecipata alla Conferenza Episcopale Siciliana in qualità di presidente della medesima, che ha portato alla nascita del Centro Regionale “Giovanni Paolo II”, preposto alla formazione permanente degli esorcisti di Sicilia a nome della CESi.
Il nome, “Giovanni Paolo II”, dato a questo centro, scaturisce dal fatto che ultimamente sono avvenute diverse liberazioni, rivelatesi definitive, per intercessione di colui che è stato acclamato Giovanni Paolo il Grande.


 
il 18-01-2011 alle 12:55:47 2020 © Chiese di Sicilia - credits