Direttore Responsabile P. Paolo Fiasconaro
Buona sera! Domenica 08 Dicembre Immacolata Concezione
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ditelo nella luce,
e quello che ascoltate all'orecchio
predicatelo sui tetti.

(Matteo 10,27)
Monreale
Beata Pina Suriano
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Beatificazione di Pina Suriano
    Da oggi è ufficiale: il 5 settembre prossimo Giovanni Paolo II proclamerà beata Pina Suriano (1915-1950). Lo farà non nella piazza San Pietro a Roma, dove ordinariamente sono celebrati simili eventi, ma a Loreto, a conclusione di un grande pellegrinag-gio dell’Azione Cattolica. Pina Suriano fu infatti una socia attiva e convinta dell’Azione Cattolica. Il Papa la proclamerà beata assieme ad un altro membro dell’associazione, l’italiano Alberto Marvelli di Rimini, e ad un sacerdote assistente dell’associazione, il catalano don Pietro Tarrés-Claret.
    Sarà una grande festa per l’Azione Cattolica che vede la Chiesa indicare a model-lo di santità tre figure della sua storia del Novecento e trova in tal modo confermata e incoraggiata l’immagine che essa ama dare di sé: una scuola di santità. E sarà una gran-de festa anche per la nostra Chiesa diocesana. Una sua figlia, vissuta in un’epoca non lontana, morta appena più di cinquant’anni fa, il cui ricordo è ancora molto vivo negli anziani che l’hanno conosciuta personalmente, è proclamata beata. La Chiesa riconosce ufficialmente l’esemplarità della sua testimonianza di santità. La potremo pregare, vivere una comunione con lei: la sua annuale memoria liturgica è stata fissata al 19 maggio, giorno della sua nascita al cielo. Come non essere grati e contenti di un simile dono che il Signore fa alla Chiesa di Monreale?
    È un dono che ci fa responsabili, innanzitutto, di un nostro personale impegno di santità. Pina Suriano, che condusse un’esistenza esteriore priva di fatti eccezionali, trascorsa interamente nella sua Partinico, legata ad un’umile quotidianità, ci dice che farsi santi, vivere costantemente alla presenza di Dio, sperimentare la propria libertà come donazione, è un cammino percorribile, è una possibilità reale. Il cristianesimo non è un’idealità astratta. Il Vangelo non indica un’utopia. La nuova beata sembra assicurarci che anche noi possiamo aderire pienamente al Signore, vivere in fedeltà al Vangelo, farci guidare in tutto dallo Spirito di Cristo. La sua trasparente testimonianza di giovane donna che si è realizzata come consapevole offerta di sé, nel Cristo, a Dio Padre, ci spinge sulla via della santità, ci fa coraggio, ci dice che la vocazione cristiana è realizzabile. E lo stesso messaggio ci dicono le altre esemplari personalità cristiane della no-stra Chiesa diocesana vissute, anch’esse, nel secolo che è passato da pochi anni e tutte già avanti nell’iter per il riconoscimento canonico della loro santità: Teresa Cortimiglia, Margherita Crispi, Maria di Gesù Santocanale, Rosa Zangara, il decano Giovanni Bacile e l’arcivescovo Intreccialagli.     Possiamo ben dire che, nella nostra diocesi, scuola di san-tità è stata l’Azione Cattolica ma all’interno di quella più grande scuola di santità che è stata la stessa Chiesa monrealese. E tale la nostra Chiesa diocesana può e deve continuare a essere. Se noi non saremo alunni distratti e svogliati di tanti e così grandi maestri di santità che il Signore ci ha donato.
    Appunto per non disperdere il magistero della santità suscitata da Dio nella nostra diocesi, penso che la prossima beatificazione di Pina Suriano debba essere da noi colta come una straordinaria sollecitazione a una conoscenza più puntuale e più documentata della sua esperienza credente, del suo effettivo cammino di santità. Ritengo che s’imponga oggi, ancor più di ieri, un grande sforzo per meglio ripercorrere la sua vicenda interiore attraverso le tracce che ella ne ha lasciato, soprattutto le sue lettere e i suoi diari. È una conoscenza che alimenterà la nostra comunione con lei e sosterrà la nostra preghiera. E ci permetterà di penetrare più in profondità l’insegnamento che deriva per noi, ma anche per le altre Chiese di Sicilia e la Chiesa tutta, dalla esemplarità del suo rapporto col Signore. Ci possono aiutare in questo intento gli studi più recenti sulla sua spiritualità che hanno evidenziato il crescente ed appassionato amore di questa “piccola” ragazza per Cristo, la sua semplice e ferma volontà di consegnarsi a Dio come un’offerta vivente assieme al suo Sposo Gesù, la sua impressionante capacità di portare nella preghiera d’intercessione tutto il suo mondo, a partire dai sacerdoti la cui fedeltà intuiva a rischio, il suo desiderio generoso di contribuire concretamente ad elevare a Dio l’ambiente circostante, facendosi portatrice di pace e intessendo costruttivi rapporti d’amicizia.
    Sono sicuro che Pina Suriano, proprio in seguito al riconoscimento canonico della sua santità, sarà conosciuta molto più di prima. Anzi sarà ora lei stessa che si farà incontrare ed amare più di prima. Ho fiducia che ella, così sensibile mentre era su questa terra alla necessità della preghiera per la fedeltà dei sacerdoti alla loro vocazione, ottenga ai nostri sacerdoti e ai nostri candidati al ministero presbiterale e diaconale un sincero desiderio di amore costante al Signore e di servizio gioioso e disinteressato ai fedeli. Non nascondo l’attesa che i nostri laici traggano da lei, che visse esemplarmente la sua condizione laicale, la lezione di un fattivo impegno di ardita testimonianza cristiana nel mondo che si alimenti in un sempre più vero e più personale rapporto col Signore.     Manifesto l’auspicio che i religiosi e le religiose e i membri degli Istituti secolari, ispirandosi a lei che così alta stima ebbe della vita consacrata, facciano della loro esistenza un sacrificio vivente gradito a Dio. E nutro la speranza che quanti, pur battezzati, non vivono la loro vocazione cristiana siano attratti, proprio per l’intercessione della nuova beata e per l’esempio luminoso della sua vita, ad un incontro col Signore che rinnovi la loro esistenza e li trasformi in testimoni del Vangelo. Ed anche per me vescovo prego la nuova beata, perché lei che visse così intensamente e così intelligentemente, pur dal suo piccolo angolo di visuale, le grandi trasformazioni ecclesiali e civili degli anni tra le due guerre mondiali, mi ottenga dal Signore la luce per intendere i consistenti mutamenti culturali, che coinvolgono il territorio della nostra diocesi, e per individuare le vie attraverso le quali la nostra Chiesa locale possa continuare ad esercitare il suo compito della trasmissione della fede.
    Tutti affido all’intercessione della beata Pina Suriano e tutti benedico nel Signore.

+ Mons. Cataldo Naro


 
il 18-01-2011 alle 12:55:47 2019 © Chiese di Sicilia - credits